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Da Batalha ad Alcobaça ci separa poco più di mezz'ora di auto che si percorre fra i paesaggi agricoli dell'Extremadura su una strada pianeggiante e poco trafficata. Il vero motivo di interesse per arrivare in questa piccola cittadina è rappresentato dal Mosteiro de Santa Maria de Alcobaça, forse il più suggestivo monastero portoghese.
Uu'imponente costruzione del XII secolo con una facciata barocca al cui interno è conservata una chiesa austera e disadorna con altissime navate e una infinità di arcate; di interesse il grande chiostro interno a due piani (con il secondo in stile manuelino), il suggestivo refettorio, una grandissima cucina con un imponente camino (doveva serive i pasti a 1000 monaci, ai tempi di massimo splendore) e la Sala dos Reis decorata con azulejos e che accoglie le statue di quasi tutti i re di Portogallo mentre, salendo le scale, si accede al vastissimo dormitorio.
Da Alcobaça ci trasferiamo a Nazarè che è pomeriggio avanzato e, preso possesso dell'appartamento prenotato per due notti, ci limitiamo a una passeggiata nei dintorni cioè al Prómontorio do Sitio che, originariamente, era il luogo dove c'era il villaggio di Nazarè. Ora è un abitato che regala "solo" panorami fantastici sulla costa e sulla sottostante Nazarè balneare, cittadina che si sviluppa lungo la costa atlantica e caratterizzata da un fitto intreccio di stretti vicoli lastricati in pietra; ad unire le due realta ci pensa l'Ascensor, una funicolare che in pochi minuti porta turisti e residenti dal Promontorio alla zona balneare, caratterizzata da una ampia e lunga spiaggia dorata sul cui lungomare stazionano abitualmente banchetti di pesce seccato esposto in bella vista. Dal promontorio con una passeggiata panoramica di un paio di km su strada asfaltata, si arriva infine al faro dal quale si ha vista totale verso nord e sud sull'ampia spiaggia atlantica.

Scendendo verso sud per una quarantina di km., si incontra Obidos. Un minuscolo paese dell'entroterra, ma è una deviazione da non sottovalutare se vi piacciono i borghi medievali con stretti viottoli a saliscendi lastricati, sui quali si affacciano case dalle pareti a calce bianca e colorate in giallo e blu, adornate da fiori e da trionfi di bouganville, il tutto contenuto da una recinzione di mura merlate in ottimo stato di conservazione. Sulla sommità della collinetta, alcune vestigia visitabili del castello mentre la parte migliore è ora occupata da un hotel di lusso.
Si torna sulla costa, distante una mezz'ora di auto, per arrivare al promontorio dove sorge il paese di Peniche, noto per essere fra i luoghi preferiti dai surfisti, insieme a Nazarè, nonchè per la sua lunga e bella spiaggia di Baleal che si trova a nord della cittadina. Qui se sia ha sufficiente tempo ci si può dedicare alla passeggiata per il centro storico del paese oppure limitarsi, come abbiamo fatto noi, al circuito stradale del promontorio, un percorso di circa una decina di km. con belle viste sulla costa a strapiombo che culmina a Cabo Carvoeiro, sulla punta del promontorio, con ulteriori mirabili panorami sull'Atlantico e sulle rocce accidentate sottostanti.
La tappa successiva è Mafra a poco più di un'ora di strada con il monumentale Palácio Nacional, un palazzo nobile del XVIII secolo con ben 1.200 stanze (in minima parte visitabili) e dimensioni ragguardevoli  (occupa un'area di 4 kmq) al cui interno trovano posto la basilica e il monastero. Nonostante sia stato pressochè svuotato dal re Dom João V con la sua fuga dall'invasione francese, all'interno è possibile ammirare numerosi tesori come la sala di caccia piena di trofei, una infermeria con i loculi tendati per gli infermi e un letto di contenzione di ferro per i monaci impazziti, le camere da letto e tanti altri ambienti riccamente arredati e decorati; ma, su tutto, spicca la biblioteca: un'autentica meraviglia lunga circa 90 metri su due livelli con il soffitto a volta che contiene quasi 150.000 volumi dal XV secolo in poi; dal personale di guardia a questo gioiello apprendiamo che per combattere i tarli della carta, all'interno della biblioteca stazionerebbero alcuni pipistrelli che provvederebbero a tenere pulito l'ambiente cibandosi degli insetti. In tutto questo splendore, passa quasi in secondo piano la basilica, nonostante i suoi pregiati marmi di Carrara.

Da Mafra a Sintra ci sono solo una ventina di km., ma la nostra pianificazione prevedeva il pernottamento a Lisbona e la visita in tempi successivi, quindi questa visita e la puntata a Cabo da Roca sono in realtà state svolte alla fine del soggiorno nella capitale.
Sintra è una piacevole cittadina contornata da boschi e da montagne che già da sola varrebbe una visita e caratterizzata da bei palazzi dai colori pastellati. Nel centro cittadino spicca il Palácio Nacional de Sintra, inconfondibile per i due altissimi comignoli gemelli a forma conica in calce bianca; all'interno è una mescolanza di stili, dal moresco (epoca d'origine del palazzo) al manuelino, segno degli interventi fatti nel tempo. Numerose sono le sale visitabili e che si fanno apprezzare per gli arredi, gli affreschi, le decorazioni (a volte bizzarre), i mosaici e gli azulejos.
Ma a fare di Sintra la meta turistica forse più gettonata del Portogallo è il Palácio Nacional da Pena che si staglia netto (anche per i suoi colori vivaci e improbabili) sulla punta di un picco boscoso sovente avvolta da folate di nebbia. Da Sintra, percorrendo una stretta e toruosa strada, lo si può raggiungere o direttamente dall'ingresso principale oppure da uno degli accessi secondari attraverso il vasto Parque da Pena: questa è sicuramente la via meno riposante ma da consigliare per i coinvolgenti scenari naturali fra piante tropicali, sequoie, laghetti con cigni.
Il Palácio è un capriccio architettonico del XIX secolo, una alquanto singolare mescolanza di cupole a cipolla, portali di fattura moresca, decori in pietra a serpente, torri piastrellate e merlate dai colori vivaci dal giallo all'arancio al rosso vivo. L'interno è ugualmente stravagante e insolito nonchè anche colmo di pregiate porcellane, dipinti, piastrellature ed arredi del periodo; durante la visita, numerose sono le occasioni per godere dei panorami sia sulla sottostante città sia sul vicino castello dos Mouros che visisteremo poco dopo. Da prestare attenzione al fatto che è una destinazione molto richiesta, quindi per non fare code da ore è necessario essere sul posto già prima dell'apertura.
Lungo la strada che scende dal Palácio, a poche centinaia di metri, si trova l'ingresso al Castelo dos Mouros, al quale si accede con un sentiero che rampa lungo il fianco della montagna fra enormi massi muschiati e tracce di antiche tombe. Le torri e le mura sono vestigia di un castello moresco del X secolo che si estendono lungo la cresta della montagna, appena al di sopra di un fitto bosco: dai bastioni in pietra a strapiombo, il panorama è mozzafiato e spazia a 360° comprendendo il Palácio da Pena, la piana con Sintra e l'Atlantico.
Percorrendo in mezz'ora una tortuosa strada fra monti ricoperti di bosco, arriviamo al solitario e selvaggio Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo: siamo sulla punta di uno strapiombo di 150 m. a picco sull'Atlantico e sotto di noi si infrangono impetuose le onde mentre un vento fresco sferza le alture.
E' questa l'ultima tappa in Extremadura, ma dai link a lato prosuite la lettura sulla capitale, alla quale è stata dedicata una pagina parte, per poi scendere verso le solitarie coste dell'Alentejo e infine alla turistica Algarve.


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