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Galapagos: la rotta sull'isola di San Cristobal

Fatto il dovere di contribuenti, all'uscita dall'aeroporto, ci immergiamo in una babele di turisti vocianti in attesa dei pullmini che condurranno alle rispettive crociere alle isole Galapagos (è l'unico modo per visitare le Galapagos); in pochi decine di minuti, eccoci al molo e poi sull'imbarcazione che ci condurrà per 5 giorni alla scoperta delle bellezze del luogo. E' il Sulidae, un due alberi danese da 16 metri e di oltre 100 anni di vita, sapientemente restaurato, sottocoperta conserva ancora gli arredi originali. Alla fine della crociera condivisa con altri 10 stranieri, questa soluzione ci troverà  soddisfatti sia della cordialità dell'equipaggio sia della cucina. Le cabine?  Beh, non siamo su uno yacht, comunque si è dormito.

Pranzo a bordo e ritorno sulla terra ferma dell'isola di San Cristobal per quella che doveva essere l'escursione sulle highlands e al lago vulcanico. Purtroppo, come si comincia a salire ci abbandona il sole e fra nuvole basse e pioggerellina l'esordio lascia a desiderare: è la garua, la bruma delle Galapagos. Qualche airone ci sfreccia sulla testa, ma sono solo ombre silenziose e fugaci: avremo tempo per recuperare.........  

In attesa del rientro sul Sulidale dove si cenerà alle 19 (da queste parti è già buio pesto) si inganna il tempo per una breve visita alla cittadina di Puerto Baquerizo Moreno;  nulla stimola l'attenzione, andirivieni di pick-up, negozi di souvenir e magliette. Ci dirigiamo quindi alla spiaggia dove ci aspetta una nutrita famiglia di leoni marini con alcuni pellicani a far da valletti in oziosa attesa. Il primo giorno, la rotta sull'isola di Santa Cruz ha un pò deluso causa meteo, ma nei prossimi giorni, ancora non lo sappiamo, sarà un tripudio di fauna delle Galapagos, endemica.

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