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Music performed by Oum Kalthoum

Breve fotostoria di un paio di altrettanto brevi vacanze, di natura principalmente subacquea, passate prima a Sharm El Sheikh e poi a Hurghada.


Arrivarci è facile: trovate una agenzia viaggi che non vi proponga un pacchetto per Sharm El Sheikh o per la non lontana Urghada piuttosto che per Marsa Alam! Poche ore di aereo (circa 4) e siete catapultati in una atmosfera lunare, da un lato, e da Alice nel paese delle meraviglie dall'altro. Temperature sempre sopportabili, se si esclude l'estate dove il termometro può decollare anche fino a 50°.

Che dire dei luoghi? Lunare è tutto il retroterra, con le montagne del Sinai che si stagliano non lontane da Sharm El Sheikh, un paese dei balocchi è l'abitato. Alberghi, villaggi turistici, casinò, ritrovi, infiniti negozi di souvenirs di una Africa altrettanto finta. Orde di turisti (si calcola una media di un milione di presenze annue!) in cerca di non ho ben capito cosa, se non di immersioni in fondali che sono il ricordo di quello che fu fra i giardini sottomarini forse più belli al mondo; questo, stando almeno a chi ha fatto paragoni con immersioni fatte dieci anni prima. Hurghada si differenzia solo per il fatto che è meno turistica e la vita, al di fuori del villaggio turistico, in modo abbastanza simile all'altra località.

Le immersioni, per quanto l'eccesso di tursimo negli anni abbia deteriorato i fondali, non sono certamente piatte e noiose, tutt'altro! Posso solo cercare di immaginare cosa fosse stato Ras Mohamed, con i suoi giardini di Allah dieci o venti anni prima o cosa potessero riservare le pareti della vicina isola di Tiran.

Non mi dilungo oltre, lascio la parola alle fotografie, anche subacquee, scattate nel marzo 2008 a Sharm e nel novembre 2014 a Hurghada che, comunque, rendono giustizia, ancorchè sommaria, ai luoghi.
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