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NAMIBIA: dal Sossusvlei a Swakopmund

AFRICA > Namibia > Descrizione luoghi
 
 


Riprendiamo il viaggio, di questo nono giorno di permanenza in Namibia, sulla C19 per costeggiare il complesso montagnoso del Naukluftberge sotto un sole che martella incessante.
La prima sosta, dopo poco più di un'ora di viaggio, è prevista a Solitaire
: siamo curiosi di assaggiare la tanto decantata apple pie che viene prodotta da un panificio locale, fra l'altro ci stiamo avvicinando a mezzodì e l'ora dello spuntino si avvicina. Quale miglior occasione?
Solitaire non è una cittadina, non è un paese e nemmeno un villaggio: un distributore di carburante, un riparatore di auto, un market con di tutto un pò (ma non alimentari freschi), il panificio, un bar e alcune abitazioni malmesse (probabilmente occupate dai gestori di queste attività). All'ingresso di questo agglomerato vi accoglie un vetusto cartello di metallo che porta dipinto un pomposo "welcome to Solitaire
"  mentre, sparsi intorno, invecchiano vecchi rottami arrugginiti di auto Ford, Chevrolet ed altro.  Riempiti i serbatoi del nostro 4x4, ci dirigiamo verso il panificio (situato sul lato destro rispetto al distributore di benzina, da non confondere con il bar presente sull'altro lato) e la meraviglia ci coglie come varchiamo l'ingresso: ma è una pasticcieria! Tre metri di esposzione con paste, pasticcini, torte dolci e salate e una teca elettrica dove mantenere tiepide le leccornie. Certo che pensare che perso in mezzo al nulla c'è un locale come questo non è facile, ancor meno rendersi conto che i prodotti sono veramente gustosi, verrebbe da dire quasi.... italian taste! Facciamo spese e scorta, poi ci accomodiamo nell'antistante pergolato per rifocillarci mentre alcuni uccellini, incuranti della nostra presenza,  danzano e pranzano sui tavoli a fianco con le briciole lasciate da altri turisti.
Prima di ripartire ci intratteniamo con un simpatico scoiattolo che ci si avvicina, per nulla intimorito,  fermandosi ogni tanto a ruspare il terreno alla probabile ricerca  di qualcosa di commestibile.
Attraversiamo alcuni rilievi montuosi aridi e inospitali su una pista a tratti insidiosa per giungere, superati i passi Gaub e Kuiseb, su un vasto altopiano sassoso e desertico. L'avaria meccanica da queste parti sarebbe un serio grattacapo, ma tutto procede regolarmente e, nel primo pomeriggio troviamo l'indicazione che dalla C28 ci porta verso la Welwitschia Drive e il Moon Landscape che visiteremo a seguire.
La pista è denominata Welwitschia Drive
per la forte concentrazione di Welwitschia mirabilis, una pianta senza fusto le cui foglie si sviluppano adagiate al terreno: a seconda dell'età possono raggiungere la lunghezza di diversi metri, raggomitolate a matassa. Non è bella da vedere, ma è peculiare. Occorre tuttavia percorrere l'intero percorso, fino a dove la pista termina, per poter vedere la decana di questi vegetali: una welwitschia di oltre 1.500 anni!  Protetta da una alta recinzione, non è propriamente una bellezza che attrae ma stupisce per la longevità.
Percorrendo a ritroso i 15 km. della pista, che ci ha portato all'incontro con la decana, si trova la deviazione a destra per il Moon Landscape
, una tormentata, inospitale e arida area di graniti risalenti a 400-500 milioni di anni fa la cui superficie è stata nei millenni modellata e scavata dalle acque, in particolare dal fiume Swakop. Ci sono un paio di punti panoramici che meritano una sosta. Ma questa zona ha anche un elevato interesse per i botanici: sparse fra le rocce la sabbia, ci sono diversi campi di licheni che potrebbero attrarre l'attenzione degli esperti.

Mancano meno di due ore al tramonto quando lasciamo questa zona per ragggiungere, in una quindicina di minuti, la vicina Swakopmund
; qui abbiamo prenotato l'alloggio per le due notti successive alla Namib Guesthouse un Bed & Breakfast di moderna costruzione nella prima periferia e a 1 km. dall'oceano. L'insediamento urbano è recente, risale all'inizio del Novecento, più che altro è una località di villeggiatura e le poche attrazioni sono costituite dalle facciate di alcuni palazzi risalenti all'epoca coloniale.
Per la cena, da una decina di giorni avevamo prenotato (diversamente non si trova mai posto)  al noto ristorante The Tug
, per gustare un menù di pesce ma, più di tutto, le famose ostriche atlantiche. Situato in riva al mare è specializzato in piatti di mare, è un locale piacevole ma un pò rumoroso, prezzi cari per il tenore di vita namibiano ma buoni per gli europei (pasto con ostriche e portata di pesce, dolce, vino compreso, circa 30 euro a testa)
Il giorno successivo è stato interamente dedicato alle due escursioni, prenotate in precedenza con Laramon Tours
, che costituiscono il must di questa area: la cosiddetta Sandwich Harbour Combo, al mattino l'uscita nella baia in catamarano, nel pomeriggio la corsa in 4x4 sulle dune.
Il mezzo che da Swakopmund ci porta al porto di Walvis Bay
si presenta puntuale alle 8 di mattina, abbiamo giusto il tempo per fare un giretto per il porto (pullulante di turisti in attesa) e i negozi qui presenti  per poi imbarcarci sul catamarano che per circa 3 ore ci scarrozza in lungo e in largo nella baia. Fenicotteri rosa, delfini, otarie, cormorani, pellicani..... giro divertente e movimentato da un pellicano che atterra sul catamarano e rimane in attesa del cibo che puntualmente gli viene offerto dall'equipaggio mentre sull'imbarcazione vicina vediamo... un'otaria a bordo che sta trangugiando pesce!
Si rientra attorno a mezzogiorno, breve pausa sempre curiosando nei negozi per poi essere nuovamente accompagnati alla partenza dell'escursione sulle dune di sabbia del Namib. Una lunga corsa in riva all'oceano con le dune che sfilano sul lato opposto per poi addentrarci nelle sabbie, prima con percorsi, per così dire, di acclimatamento e poi con l'autista che dà il via alla sarabanda di vertiginose discese e risalite sulle sommità. Adrenalinico in buona parte, divertente e scenico per tutta la durata con queste dune che precipitano in mare.
Peccato che il clima non sia stato dei migliori, cielo nuvoloso e vento freddo ci hanno sempre accompagnato ed hanno tolto un pò da una giornata che sarebbe stata perfetta.

Un pò stanchi ma soddisfatti, rimaneva ora il pensiero della cena di questa ultima sera a Swakopmund: e dove si va?  Avevamo voglia di qualcosa di diverso e  perchè no? Qualcosa che ci riportasse idealmente a casa: 22 Degrees South
, ristorante pizzeria italiano segnalatoci in precedenza. Si trova all'ìnterno del faro di Swakopmund ed è gestito dall'italianissimo Silvio con la moglie Esbi, namibiana. Spaghetti al dente, perfetti, con condimento a base di crostacei e poi carne di kudu: un connubio italoafricano annaffiato da profumato vino del Sudafrica.

 
 
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