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NAMIBIA: dal Damaraland a Grootberg

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Oggi, dodicesimo giorno,  avremo da percorrere solo 110 km per raggiungere la prossima destinazione e, come previsto dalla pianificazione, il tempo per le escursioni non ci mancherà di certo.
La mete di oggi sono tutte circoscritte nei dintorni di Twyfelfontein
, con le incisioni rupestri, o rock engravings, come prima sosta  a 20 km dal nostro lodge. La visita all'interno del sito è prevista solo guidata per evidente motivo di protezione di queste opere d'arte; occorre circa un'ora fra camminamenti su e giù per le rocce e soste per vedere i risultati delle incisioni fatte sull'arenaria 6.000 anni fa dal popolo San, probabilmente.
Sono raffigurati animali, forse gli stessi che i cacciatori vedevano nelle loro lunghe camminate alla ricerca di cibo, buona parte riconducibili a specie tuttora presenti; lascia sbalorditi pensare alle loro capacità di raffigurazione già all'Età della Pietra. L'area visitabile è piccola, ne avremo visto un centinaio di queste incisioni che in tutta l'area dovrebbero assommare a circa 2.500. Il clima è caldo, il riverbero delle rocce si fa sentire. Lasciato il sito, ci dirigiamo a Organ Pipes
che si raggiungono, lasciata l'auto, con un breve sentiero fin dentro a una stretta gola di circa un centinaio di metri. Queste "canne d'organo"  che spuntano ai lati della gola in realtà sono colonne di dolerite, una roccia basaltica che assume questa particolare forma, dallo stato lavico precedente, come conseguenza del veloce raffreddamento.
Proprio sull'altro lato della pista che ci ha condotto a Organ Pipes  si trova Burnt Mountain
, ma che montagna in realtà non è.  Si tratta di un consistente accumulo di scorie vulcaniche che hanno formato una collina: l'aspetto può in effetti far pensare a una montagna arsa dal fuoco ma, a posteriori, il tempo impiegato non è stato ripagato dalla particolarità del luogo.

Un pò delusi da quest'ultima "attrazione", prendiamo la via del Grootberg, un rilievo montuoso alto circa 1.650 metri di origine vulcanica che contorna, a ferro di cavallo, la valle del Klip river. Alla sommità, si trova un largo plateau sul bordo del quale, proprio a precipizio sulla vallata, è insediato il Grootberg Lodge
dove passeremo due notti. L'unico modo per arrivarci è un 4x4 o, in alternativa, utilizzare il servizio di jeep navetta messo a disposizione del lodge: l'ultimo tratto di circa 1 km è un'autentica pista da muli. Una volta sulla sommità, si è accolti da un branco di scimmie e di springbok che oziano o si abbeverano alla pozza. Arriviamo sul bordo del lodge e siamo ripagati da uno scenario unico: l'intera vallata si svolge sotto di voi, in fondo una catena montuosa che taglia la vista trasversalmente sembra quasi chiuderla ermeticamente. Panorami unici, sia all'alba, sia durante il giorno, sia al tramonto.  Gli alloggi sono costituiti da bungalows in pietra direttamente affacciati sullo strapiombo, nel corpo centrale c'è a disposizione una piscina, anche lei con affaccio diretto sulla vallata.  E' primo pomeriggio, c'è un bel sole intiepidito dalla brezza che spira piacevole: cosa meglio, per oggi, di un tuffo in piscina mentre lo sguardo si perde nella vallata? Veramente un incanto, gli scatti della photogallery renderanno più di qualsiasi parola si possa dire.

Per oggi, tredicesimo giorno, abbiamo prenotato l'escursione in 4x4 del lodge alla ricerca del rinoceronte nero. La partenza è al mattino presto per sfruttare il più possibile le ore meno calde della giornata.
Ripercorriamo l'impervio sentiero da muli, che ci riporta per un brevissimo tratto sulla sottostante strada asfaltata del passo, per poi imboccare una pista nella boscaglia che scende fino alla base della vallata: guardiamo all'insù e riusciamo ad intravedere le piccole costruzioni del resort affacciate quasi a scrutare i nostri movimenti. La pista ben presto si congiunge al letto in secca del Klip River: sarà questo, per gran parte della giornata, il terreno sul quale ci muoveremo, fra sconquassi e salti con intermezzi saltuari di salite su colline sassone e impervie. Tutto intorno, una bassa boscaglia che cresce da un terreno sassoso e arido solo in apparenza: le foglie verdi dei bassi fusti indicano che sotto quello strato di arido terreno, ci sono vene d'acqua; Le guide scrutano fra i rami, noi scrutiamo fra i rami emulando le guide... e forse i rinoceronti ci stanno a loro volta scrutando fra i rami. Ma di loro per ora non c'è traccia: piccoli gruppi di zebre ombrose che si allontanano veloci, kudu che ci osservano curiosi e lassù, sul crinale a circa 500 metri, una famiglia di cinque giraffe valuta con attenzione i nostri spostamenti. Alberi scorticati e fronde spezzate indicano il recente passaggio di elefanti, ma anche di questi non vedremo nulla.
Passa il tempo ma non i km percorsi perchè la velocità è pressochè a passo d'uomo, sul secco letto sconnesso del torrente, finchè una guida fa cenno all'autista di fermarsi e scende addentrandosi nella boscaglia mentre scruta il terreno. Forse ci siamo..... sì, ci siamo! Dopo poco ricompare e ci fa cenno di seguirlo in silenzio; alcune decine di metri in punta di piedi e riusciamo a inquadrare visivamente un esemplare di rinoceronte nero. E' allarmato e sul chi vive  (ma forse noi più di lui!), passo passo ci avviciniamo fino a una ventina di metri poi la guida ci ferma. Lui ci guarda, noi lo guardiamo, e va avanti così per una ventina di minuti finchè, forse spazientito, ci volta le spalle e se ne và caracollando.
Si riprende il percorso per un breve tratto, siamo verso la fine della vallata e da qui il resort è invisibile, ma la profonda conca si lascia ammirare in tutta la sua bellezza; la guida dice che è ora di fare una sosta, sosta ristoratrice e di relax, per riprenderci dalla frullata mattutina in jeep. Dopo un'ora circa si riprende il cammino, si torna indietro sperando di vedere altri esemplari di rinoceronte (ma oggi evidentemente avevano altri programmi). Arriviamo al lodge dopo quasi 9 ore di maltrattamento fisico: escursione impegnativa e, forse, dai risultati al di sotto delle aspettative ma, si sa, gli animali sono nomadi e non lasciano il biglietto con l'indirizzo appeso ai rami.
Ci si ritempra  sulle poltrone della piscina, mentre sulla vallata e sulle creste lontane cala il tramonto: un altro film che sarà ricordato per parecchio.

 
 
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