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MESSICO: EDZNA' E CAMPECHE

AMERICHE > Messico > Descrizione luoghi
 
 


Gli obiettivi di oggi sono la visita al sito di Edznà (in lingua Maya, la casa degli Itzà), situato lungo il percorso di 200 km. che ci separa da Campeche, per averne un primo contatto, nel pomeriggio, con il suo centro storico dopo aver preso possesso delle camere che erano già prenotate.

Arrivati a Edzà
, percorriamo 400 metri di sentiero nella piacevole ombra della foresta che lascia spazio a saltuarie vestigia per condurci infine alle strutture più importanti e altrettanto ben conservate e con contenuti segni di restauro. Fatto che consente ancor più di apprezzare la bellezza del sito, unitamente al fatto che siamo praticamente soli, il silenzio è assoluto e la giornata, ancora una volta, è bella.
Attraversata l'ampia spianata di erba, sempre ben curata e perfettamente rasata, percorrendo un sacbè
(strada lastricata in pietra) arriviamo sulla piazza principale per trovarci al cospetto  della Gran Acropolis che con una prima grande gradinata, il Temazcal, lascia intravedere l'imponenza del tempio principale, il Templo de los Cinco Pisos, cioè dei cinque piani, ricostruito quattro volte. Dall'alto dei suoi 30 e passa metri consente un bellissimo colpo d'occhio su tutto il sito. Scaliamo, anzi ci inerpichiamo per la facciata posteriore (c'è divieto di accesso dalla facciata principale) salendo per un percorso disagevole ed impegnativo che, in diversi punti, richiede la massima attenzione per non ruzzolare; la fatica è comunque ampiamente ripagata sia dalla piacevole brezza che spira "in quota" sia dal panorama sulle strutture sottostanti più e meno vicine.  Ecco la Casa de Luna sulla sinistra e il Templo del Noroeste sulla destra....., laggiù si intravede la Plaza Principal, che abbiamo appena attraversato, e sullo sfondo le gradinate di Nohochnà a fianco del Templo del sur con le sua alte gradinate. Che spettacolo!
Scendiamo girando poi per il fianco destro e ci ritroviamo al Templo de Los Mascarones
, caratterizzato dalla presenza di un paio di maschere ottimamente conservate (protette da una tettoia) che conservano residui dell'originario colore rosso.

Zuppi di sudore ma soddisfatti per la visita, riprendiamo il cammino per Campeche, la capitale dell'omonimo Stato, al cui ingresso, nel primo pomeriggio, ci accoglie un girone infernale di traffico rumoroso e disordinato: choc garantito dopo l'assoluta tranquillità che permea i siti Maya finora visitati e i tranquilli paesi attraversati!
Ci insinuiamo a passo d'uomo, facendo cento attenzioni ai veicoli che ci filano da destra e da sinistra, per arrivare finalmente in vista dell'hotel Castelmar, una piacevole costruzione pastellata distante poche decine di metri dalla piazza principale, fulcro del centro storico (patrimonio dell'umanità, Unesco 1999) che visiteremo da lì a poco e anche il giorno seguente. Originariamente questo hotel era una caserma, ma negli ultimi cento anni ha sempre svolto le funzioni di albergo, ristrutturato da pochi anni,  ha diversi elementi che richiamano l'epoca coloniale, un piacevole patio interno attorno al quale, al piano superiore, si sviluppano le camere (ampie e ben tenute).

La visita di Campeche
può essere limitata all'interno dei confini del centro storico, passati i quali si ritrovano le tipicità ordinarie di qualunque cittadina messicana il cui unico punto di interesse è il mercato con il suo formicaio di personaggi.


Il punto centrale è, come dicevo, la sua ampia piazza principale nella quale è collocato un rinfrescante giardino pubblico cui fa da guardiano la Catedral de Nuestra Senora de la purìsima Concepcìon
un edificio di oltre 300 anni in pietra calcarea il cui interno sobrio e semplice è ornato da dipinti di epoca coloniale.  Aldilà dei vicini bastioni del XVIII, scorre la veloce arteria nota come malècon, il lungomare, che costeggia acque di tinta verde marrone e assolutamente non invitanti.
Descrivere la piacevolezza delle strette vie, le calle,
 che si sviluppano attorno a questa piazza significherebbe togliere calore e colore agli ambienti: nulla di meglio che vederle "dal vero" nella striscia fotografica di Campeche.
Aspetto che sulle prime ci ha colpito è l'inusuale altezza dei marciapiedi: anche 30 cm.!! Ma è una domanda che  ha trovato risposta nel pomeriggio, durante un violento acquazzone: senza quei marciapiedi.........

Punto di ristoro del soggiorno a Campeche: Cafè la Parroquia
in Calle 55, ambiente semplice, piatti gustosi e prezzi popolari, aperto a ogni ora del giorno e della notte, perfetto per un rapido pit-stop diurno!
Cena al validissimo, ma un pò caro per gli standard messicani, ristorante Marganzo
a due passi dalla piazza principale: ottime portate di carne e pesce, ambiente molto curato con musica dal vivo.

 
 
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