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I CENOTES DEL MESSICO

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I cenotes possono a pieno titolo essere ricordati come un must del Messico, distanziati di poco dai siti Maya.
Principalmente collocati poco all'interno della Riviera Maya, formano un sistema interconnesso che  si stima si estenda per 3.000 km. dei quali solo in minima parte sono stati esplorati e mappati. Ambienti pericolosi come luogo di immersione (non certo le tratte riservate ai turisti!), traggono la loro origine dalle glaciazioni del Pleistocene quando, causa l'abbassarsi del livello dei mari, grandi quantità d'acqua rimasero intrappolate in queste grotte di origine calcarea e porosa formatesi per filtrazione dell'acqua la cui acidità aveva precendentemente scavato il sottostante terreno.
Il tempo e le precipitazioni fecero il resto: la progressiva erosione delle volte delle grotte ne causò il collassamento lasciando scoperto il lago sottostante. In alcuni cenotes è possibile imbattersi, durante l'immersione, nelle radici delle piante della sovrastante foresta che penetrano la fragile roccia alla ricerca di acqua. Fondamentalmente  sono riserve d'acqua dolce ma in alcuni casi essa si sovrappone a strati della più pesante acqua salata dando così luogo al fenomeno dell'aloclino.
Per le popolazioni della penisola dello Yucatan rappresentavano una importante fonte di approvvigionamento idrico in questa regione caratterizzata da scarsità di precipitazioni; cenotes, in lingua maya significa appunto "cisterna" o "pozzo". Per i turisti rappresentano una irrinunciabile tappa rinfrescatrice o subacquea.
L'esplorazione turistica subacquea avviene seguendo a vista una cima fissata sul fondo che rappresenta il percorso da seguire e dalla quale occorre mantenersi ad un'altezza di almeno un paio di metri per evitare il sollevarsi di sospensione (peraltro pesante, data la natura dei detriti)  che ostacolerebbe la vista.

La nostra visita subacquea si è svolta in tre cenotes: Gran Cenote
ed entrambe le grotte che compongono il sistema di Chac Mool.
Il primo si caratterizza per i tagli di luce dai riflessi blu e per la presenza di enormi stalattiti e stalagmiti, frutto di millenaria attività dello stillicidio di acqua; il secondo per i riflessi della sovrastante foresta, una immagine surreale e affascinante. Acque sempre di una trasparenza eccezionale anzi, unica  e la cui temperatura è costantemente sui 24-25° rendendo oltrremodo piacevole la permanenza in queste oscure caverne.

 
 
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