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IL VIAGGIO IN MADAGASCAR

AFRICA > Madagascar > L'isola madre
 
 
 
 
 
 

Il percorso stradale.
Ci sono diversi ostacoli che rendono impegnativo, ma tutt'altro che impossibile, girare per l'isola madre o quanto meno che riducono di molto l'efficienza di viaggio.
Della carenza di rete viaria, ho già scritto nell'introduzione, ma i limiti non sono solo questi. Il fondo stradale è raramente in buone condizioni: buche, smottamenti, tratti ghiaiati sono all'ordine del giorno e non bisogna mai abbassare la guardia se non si vuole rischiare l'integrità del mezzo o, peggio, delle persone. E nemmeno bisogna farsi attrarre da quei tratti rettilinei e lisci che si incontraro, specie nel sud, per spingere sull'acceleratore perchè l'ostacolo, come dirò di seguito, è sempre.... dietro l'angolo.

Ulteriore difficoltà, per non dire pericolo, è costituita dalla pressochè costante presenza di ostacoli di vario genere e natura: i locali utilizzano spesso la strada - anche, ma non solo, per necessità dove mancano altre zone di passaggio - per trasferire le loro mandrie di zebù e non è infrequente incontrare esemplari al pascolo che, semplicemente, vagano qua e là incuranti del traffico; la strada non è poi solo un'arteria di traffico veicolare (biciclette comprese) ma anche di gente a piedi: adulti e bambini (tanti, ma veramente tanti) con grande sangue freddo, ne percorrono i bordi sia dei centri cittadini sia delle campagne, incuranti (o, meglio, ormai abituati) delle auto e dei camion che passano velocemente a pochi centimetri da loro, complice una carreggiata mai larga a sufficienza. A complicare i trasferimenti, ci sono poi i centri abitati - grandi, piccoli o minuscoli che siano - che popolano i bordi della rete stradale e costringono alla marcia a passo d'uomo (qui la strada è patrimonio comune, non è esclusivo dei veicoli!) o anche meno se l'affollamento non la consente; ma troverete anche scene di vita quotidiana, come il mercato dei suini (rigirosamente a bordo strada). le apparecchiate di articoli di piccolo artigianato (costantemente sui bordi delle strade.....) che "rallegreranno" le vostre ore al volante.
Insomma, dimentichiamo il concetto europeo di strada e sostituiamolo con quello più pratico di spazio libero aperto a tutti e a tutto, rende meglio l'idea delle condizioni di viaggio.

Per completare, se ce ne fosse ancora bisogno, l'assenza pressochè ovunque, se si esclude la capitale e pochi altri centri maggiori, di segnaletica stradale; spesso sapere dove ci si trova e dove andare non è facile, anzi. Un piccolo aiuto viene da piccole pietre miliari che con regolarità sono distribuite lungo il ciglio delle poche strade nazionali: un contatore di km che, quantomeno,  fornisce una prima indicazione.

E' per tutta questa serie di motivi che abitualmente i noleggi auto vengono proposti  e consigliati con conducente: lui sa dove andare, lui sa che velocità tenere, lui sa dove fermarsi e  - aspetto ancora più importante - lui saprà portarvi a destinazione per la via più breve senza farvi perdere in deviazioni errate. Un viaggio stradale in Madagascar comporta quindi un attento calcolo dei tempi di trasferimento anche in rapporto alle ore di luce: assolutamente sconsigliato il viaggio notturno (e nemmeno l'autista della vostra auto resterà al volante dopo il tramonto!), considerati i pericoli già descritti e l'assenza di qualsiasi tipo di illuminazione stradale.  E poi, il vantaggio di avere l'autista è anche che potrere rilassarvi e godere delle scene del film che scorrerà davanti a i vostri occhi...... a una velocità media che raramente supera i 70 km/h.
E la nostra scelta è appunto caduta su un viaggio con autista, dopo aver concordato itinerario e soste del percorso dalla capitale Antananarivo, fino al sud, a Toliara: My Madagascar, un ragazzone lombardo, trasferitosi da diversi anni in quella bellissima isola e sposato con una ragazza locale, accompagna i turisti in giro per il Madagascar con abilità e cortesia. Sicuramente da consigliare.
L'itinerario scelto è stato quello classico cioè, dopo la deviazione ad est di Antananarivo, al parco nazionale di Andasibe,  siamo scesi verso sud per Antsirabe, Ambositra, Ambalavao, Andringitra, Fianarantsoa, Parco dell'Isalo, Toliara per poi trasferirci "in riviera" per una settimana di relax completo e di immersioni.  Un percorso di circa 1.200 Km. ricco di emozioni, colori, natura e cultura.


Il trasferimento per il soggiorno al mare.
Dopo i 12 giorni trascorsi in giro per l'isola in un lento avvicinamento alla costa, arrivati a Toliara occorre il trasfert via mare per raggiungere i villaggi di pescatori ancora più a sud perchè dall'interno esistono solo piste in cattive condizioni.
Dal porto di questa cittadina, parte una corsa quotidiana che, in poco più di un'ora di navigazione veloce, porta a destinazione, al villaggio di Anakao.  Si naviga a bordo di uno scafo in vetroresina mosso da due potenti motori fuoribordo, i posti sono limitati a una quindicina (quindi sempre più che opportuna la prenotazione in anticipo!) e la tratta è utilizzata esclusivamente dai turisti che si recano nelle strutture ricettive stanti i prezzi, elevati per i loro standard, della corsa (100.000 Ariary, circa 30 euro a/r); i locali utilizzano invece la tradizionale piroga a vela, con viaggi che necessariamente impegnano pressochè l'intera giornata.
L'imbarco (ma anche lo sbarco, al ritorno) è una autentica e divertente avventura in quanto, complice la bassa marea della mattina, occorre un ulteriore trasferimento dalla terraferma alla boa di ormeggio del motoscafo: si caricano bagagli e turisti su carretti trainati da zebù che, a suon di incitazioni e qualche frustata,  trotterellano a destinazione con l'acqua che mano a mano sale, sale......





 
 
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