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DESCRIZIONE DI VENTOTENE

ITALIA > Ventotene
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Se per Ponza era difficile parlare di itinerari, qui è proprio impossibile. A piedi, dal centro paese, in poco più di mezza giornata si può fare il periplo dell'isola percorrendo un sentiero che regala in ogni momento splendidi panorami sulle coste a picco, su Santo Stefano e comunque sul blu di un mare cobalto.

Qui tutto è in miniatura, le case sono piccole schiere allineate e pastellate,alcune con la caratteristica torre a cupola, una sola strada (anzi, due, visto che hanno dovuto istituire il senso unico!), le motocarrozzine Ape, usate da tutti, dai diving all'ortolano,  le vie del paese (ce ne fosse una completamente in piano!). Ma ciò che è ancora più in miniatura è il lento scandire del tempo in un contesto di silenziosa tranquillità che pervade lo scoglio di Ventotene.  Come dire, è un'isola... lenta: o vi piace o ne morite.

Isola del riposo per eccellenza (da evitare in agosto!), trascorrervi una settimana è forse l'equilibrio migliore fra relax, gastronomia e cultura prima che possa subentrare il deja vù e il senso di stanchezza che coglie quando il soggiorno comincia ad essere eccessivo. Ma possedere o noleggiare un natante  è un'alternativa assai proficua, considerate le coreografie che si possono ammirare dal mare circumnavigando l'isola.

Le passeggiate sulla terra ferma vi condurrano alla scoperta delle cisterne romane (maestri di idraulica) scavate duemila anni fa per raccogliere la poca acqua piovana da distribuire per l'irrigazione e per le necessità delle case patrizie; una puntata a villa Giulia sul promontorio di Punta Eolo, voluta dall'imperatore Ottaviano Augusto per esiliarvi diverse appartenenti alle famiglie Julia e Flavia: bell'esilio, una vista unica sul Tirreno. Un salto al porto antico per curiosare in alcuni negozietti di tipicità locali, si scavalca la punta del paese per visitare le peschiere romane (centri di allevamento ittico con un ingegnoso sistema di alimentazione continua di acqua marina che non consentiva la fuga dei pesci) e poi cosa ci rimane? Due spiaggette facilmente raggiungibili: la prima, Cala Nave, percorrendo una rampa abbastanza ripida ma percorribile fino in fondo a una parete che strapiomba sul mare, la seconda, Cala Rossano, situata all'interno del porto nuovo.

Se poi vi rimane un pò di tempo, c'è sempre la visita (esclusivamente guidata) al carcere borbonico della vicina isola di Santo Stefano. Come dicevo, in una settimana a tempi rallentati e oziando un pò, fate tutto.


 
 
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