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Dicevo, in chiusura di commento alla tappa a Santiago, che mai nome fu più premonitorio di quello dell'isola che ci avrebbe accolto nel pomeriggio e di ciò che accadde.  
Come in tutte le tappe precedenti, il trasferimento dal Sulidae alle isole avveniva con un panga, piccola imbarcazione di appoggio che rimane a rimorchio del veliero per tutta la crociera.
E così fu, anche quel pomeriggio, quando grazie all'imperizia di quel coglione del mozzo di bordo, che non seppe trattenere il panga dalla spinta impressa da un'onda, forse un pò più alta del solito, mi ritrovai sott'acqua con l'armamentario fotografico!  Inutile aggiungere che in quell'istante ebbe termine sia l'attività fotografica sia la vita stessa della fotocamera. Isla Rabida: un presagio! A Isla Rabida avremmo dovuto avvistare fenicotteri rossi e gabbiani: "fortunatamente" non c'erano.

Termina qui, anche se temporaneamente, quindi il racconto fotografico della crociera. Nel peggiore dei modi e nel più bel luogo naturale del mondo.    


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