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GALAPAGOS: ROTTA SU ISLA ISABELA

AMERICHE > Galapagos > La rotta seguita
 
 
 
 
 
 


Il trasferimento da Puerto Ayora a Puerto Villamil è stato quanto di più avventuroso e divertente ci sia capitato in questo soggiorno alle Galapagos.

La lancia, anzi il fuoribordo express, in circa due ore e trenta minuti ci ha portato a destinazione: salti e atterraggi duri sulle onde di un mare leggermente mosso che hanno messo a dura prova sia lo stomaco sia la resistenza  fisica di dover stare aggrappati alla fiancata per non trovarsi a rimbalzare come una palla. Per non parlare poi degli spruzzi di mare.........  

L'ingresso al porticciolo - finalmente a passo d'uomo! - ci consente di prendere contatto con una realtà ben diversa da Puerto Ayora: mangrovie a cingere l'ansa portuale, acque verdi trasparentissime e tranquille come una piscina grazie alla cintura di origine lavica che la protegge. Leoni marini che pigramente  sonnecchiano su alcune barche, altri che ci girano intorno quasi a voler abbozzare una sorta di gioco con la moto lancia. E un silenzio assoluto.

L'isola è diversa dalle altre: è la più grande, la più lontana delle abitate dal capoluogo di Puerto Baquerizo Moreno, la più piacevole (di quelle visitate). Una vasta piana accoglie il turista sia che giunga via mare sia che giunga via aereo, una lunghissima e vasta spiaggia di soffice sabbia per piacevoli passeggiate solitarie come in nessuna altra isola .  Questo suo isolamento le ha consentito di mantenere pressochè immutate le caratteristiche  originarie: "Isla Isabela è quello che era 25 anni prima Santa Cruz"
 dicono i locali che non vedono di buon occhio la quasi certa futura costruzione di un vero aeoporto: ciò significherà alberghi e turismo. Quel turismo che oggi ancora manca per la distanza e per i costi per giungervi da Santa Cruz (mettete in conto circa $us 200 di viaggio).

Di tutto ciò ne beneficia la vita quotidiana dei circa 1500 abitanti di Puerto Villamil, unico centro abitato dell'isola, qui il tempo scorre senza ansie, il silenzio è rotto solo dal frangersi delle onde e dai pochissimi mezzi a motore; le strade in sabbia bianca e di lava contribuiscono a conferire un carattere di piacevole "anormalità". Ma tutto questo ha "un prezzo": non è stato ovviamente possibile acquistare qualcosa di diverso da una misera macchinetta per scattare ancor più misere foto

In questo piccolo angolo di solitario paradiso abbiamo trascorso una settimana di assoluto relax sentendo la mancanza di solo due cose: la fotocamera irreparabilmente danneggiata durante l'escursione a Isla Rabida e il sole che non si è purtroppo quasi mai visto.

 
 
 
 
 
 
 


           Non sono tante le occasioni di visita ai dintorni se si esclude la eventualità di riuscire a noleggiare una motobarca per una escursione in giornata alle coste.

           La lunghissima spiaggia che si sviluppa verso ovest è una di queste ma vi sono anche alcune altre mete.

            Dirigendosi ad ovest, appena fuori dal paese, la strada si dirama: proseguendo dritto si costeggia la bellissima spiaggia, mentre la diramazione di destra (in marrone, sulla cartina) continua fino al Volcan Sierra Negra (ma occorre noleggiare un mezzo, a piedi è troppo distante) passando per il centro di riproduzione della tartarughe giganti (Centro de crianza de tortuga terrestre)
, unico modo per salvare dall'estinzione questa razza. Pochi metri prima di questo bivio si può imboccare un comodo passaggio pedonale su assiti di legno (sulla cartina segnato in verde) che, attraversando alcuni stagni nei quali è possibile vedere fenicotteri rosa, conduce al centro di riproduzione medesimo (merita una visita, vi sono decine di piccole e grandi tartarughe); è questo un percorso di circa mezzora con buoni scorci panoramici sui laghetti.

           La strada che invece prosegue lungo la costa conduce al Muro de las lagrimas
(avanzo di opera muraria della colonia penale costruita dai carcerati attorno al 1940) passando per diversi punti di interesse (stagni, grotte, spiaggette, etc.), tutti adeguatamente segnalati. Passeggiata comoda e piacevole con diversi incontri di iguana, pinguini e leoni di mare; vi si giunge da Puerto Villamil  in circa 2 ore per i 6km di distanza oppure, per i più pigri, con 10 $us vi potete far accompagnare in auto da uno dei tanti residenti.

           Un'escursione (facilmente organizzabile in loco) di mezza giornata  abbondante è quella che dal paese conduce al Volcan Sierra Negra. Si parte alla mattina alle 7, 1 ora di auto, 1 ora a cavallo e 1 ora a piedi per arrivare, costeggiando il gigantesco cratere - 4 km di diametro - del vulcano spento, ad un punto panoramico da rimanere a bocca aperta: la vista spazia fino all'isola Fernandina  e, foschia permettendo si può vedere fino alla punta nord dell'isola mentre a d est spuntano Santiago e Santa Cruz.  

           Durante il tragitto si attraversano zone diverse: da quella arida e lavica della piana si sale ai circa 1.000 metri della foresta umida (dove cresce rigogliosa la vegetazione e vi sono piccole piantagioni di banane ed altri frutti tropicali) per arrivare alla cima in un diradarsi progressivo delle zone verdi: a piedi si percorre l'intero tragitto sulla lava delle ultime eruzioni degli anni '50 e '70 (indispensabile portare abbondante acqua, crema solare e un kway per la probabile pioggerellina nella foresta umida) in un caldo veramente torrido. La flora è tutta endemica, la fauna è composta da innumerevoli uccellini.   

       Per gli amanti dello snorkeling, senza allontanarsi tanto da Puerto Villamil, si prende la strada  in direzione del piccolo porticciolo dalla quale si dirama (circa 100 metri prima, in verde sulla mappa) un piccolo percorso pedonale che conduce ad una piataforma in legno a pelo d'acqua: siete nella piscina naturale del porto, acque trasparenti e tantissima fauna sottomarina; non è difficile l'incontro con qualche tartaruga mentre   i leoni marini vi sfrecciano intorno curiosi.

       Di fronte al porto c'è la scogliera las Tintoreras
, dominio incontrastato di pinguini, Sule piediazzurri e leoni marini a non finire. La motobarca, che potete noleggiare al bar del porticciolo, vi condurrà su questi piatti scogli (sempre di origine lavica) dove è possibile passeggiare ed avvistare anche squali (da cui il nome del luogo).  



 
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