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ECUADOR: VISITA AL VULCANO COTOPAXI

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Oggi ce la siamo presa comoda (ma era stato calcolato appositamente visto il tour de force del giorno precedente), il giro è breve e quindi anche gli appunti sono necessariamente limitati.

Sveglia con calma all' Hosteria Posada del Rei, dove con $us 30 (massìì, oggi esageriamo! Dopo il viaggetto di ieri, ci voleva!) ci siamo assicurati una sistemazione assai confortevole in bungalow con ristorante di prim'ordine, condito da ampio parco e piscina.

Il tragitto si svolge in mezzo a paesaggi vulcanici, quindi lunari ed aridi con vegetazione secca che si dirada mano a mano che ci si avvicina alla fine del tracciato. La visita alla laguna Limpiolungo  non è niente di eccezionale, una pozza a raso col terreno larga quanto un campo di calcio.

Altra cosa è lo spettacolo che ci si offre a quota 4.700: la giornata è splendida, tersa, l'occhio spazia intorno senza alcun ostacolo o quasi. Già, che ostacolo c'è? un vento micidiale che solleva violentemente il ghiaietto vulcanico, roba da non riuscire a tenere gli occhi aperti e da far fatica a stare fermi in piedi. E penetra ovunque, fra l'altro. Ovvio che la temperatura andava di conseguenza, faceva veramente freddo nonostante il sole.

Quindi giusto il tempo di un paio di scatti con la macchina da caffè... ops, volevo dire la "macchina fotografica" unico mezzo per portare a casa qualche trito ricordo sbiadito, per poi infilarsi in macchina e gustare dall'interno ciò che ci si offriva agli occhi. Ovviamente di salire fino al rifugio nemmeno a parlarne, sia per il vento sia per l'altitudine! Ci diranno poi, a Quito, che è normale questo vento sul Cotopaxi.

Qualche jeep carica di alpinisti ci raggiunge nella piazzola; attrezzati di tutto punto, occhiali chiusi compresi, li vediamo incamminarsi, lenti e curvi a combattere la spinta rabbiosa del vento, alla volta del rifugio dal quale con un ulteriore sforzo si può raggiungere il ghiacciaio.         

Un'ultima occhiata alla cima, quasi mai sgombra di nuvole che si confondono con il candore della neve perenne, poi giriamo l'auto  per scendere.



 
 
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