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ECUADOR: VISITA A CUENCA

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Ed eccoci finalmente alla prima vera tappa: è da questa mattina alle 7.30 che fra voletti e voli, strada dritta e torta, possiamo tirare il fiato.  Ma nemmeno più di tanto, perchè dobbiamo cercare l'hotel prenotato via internet da casa.

Arriviamo all'imbrunire, la città è intasata di traffico per cui districarsi per le strette vie della città (circa 400.000 abitanti, terza città dell'Ecuador) non è facile; impieghiamo però pochissimo tempo a capire come girano le cose in quanto è un alternarsi di sensi unici, sud-nord e viceversa, est-ovest e viceversa. Con l'aiuto della mappa, è sufficiente capire in che direzione si sta andando, girare il muso del 4x4 per il verso giusto, contare le laterali una sì e l'altra no (per saltare i sensi unici contrari) ed arrivare  a destinazione. La prima impressione su Cuenca è positiva, strade raccolte, pavimentazioni acciottolate, case coloniali addossate una all'altra.  Un senso di intimità urbana, non fosse per lo strombazzante traffico. Domani vedremo con più calma.       

Eccoci arrivati all'hotel El Quijote
, centralissimo e rimodernato - pur conservando in pieno lo stile dell'epoca - ci accoglie con un ampio patio interno nel più classico degli stili architettonici coloniali. Con $us 30, colazioni comprese (prezzo alto per gli standard dell'Ecuador), ci siamo assicurati una soluzione comoda a tutto per girare il giorno dopo a piedi. Cena in hotel, dove con meno di $us 8 a testa (anche questo è per loro un prezzo elevato) ci troviamo serviti di un paio di "meriendas" (così è chiamato il menù del giorno in questo Paese) comprendente "caldos de patas" (in pratica un bollito di frattaglie, zampe e collo di gallina, tipico piatto ecuadoregno dal .. gusto non proprio europeo), due enormi piatti di pollo arrosto con abbondanti contorni di riso bianco, verdure e patate fritte, mezzo litro di birra e una bottiglia d'acqua.

Due passi per i dintorni, sosta in un internet point per sbrigare  la posta ($us 0.85 all'ora con collegamento ADSL, quasi un terzo di quanto si pagava alle Galapagos).  La città è quasi deserta, seppure siano solo le 21, ma si gira senza problemi anche se non ci sono più tutte quelle pattuglie e guardie armate che si incontrano durante il giorno. Preferiamo non azzardare e verso le 22 si rientra.

Al mattino, la città si presenta trafficata e laboriosa, parecchi giovani in giro (ci sono le sedi di numerose facoltà universitarie), ha aspetti moderni ma conserva un centro squisitamente  coloniale. Colorata, con numerose piazzette e un lungofiume che da solo meriterebbe una distensiva passeggiata. Oggi è giorno di mercato, i contadini delle circostanti montagne si ritrovano per vendere i prodotti della loro terra ma anche galline e altri animali vivi; il mercato alimentare coperto è attrattivo per ciò che è in mostra ma vedere tutta quella parata di carne fresca all'aria e alle mosche non è certo stimolante! Gente che urla le qualità della propria mercanzia, altri che fanno colazione a pollo fritto e riso, galline che strillano, insomma un caleidoscopio proprio divertente anche per l'abbigliamento portato dai contadini. Poco lontano c'è un fornitissimo mercato dell'artigianato  dove, con pochi dollari, si possono fare acquisti simpatici (ad esempio le famose bambole di pezza, ma anche i mantelli, maglioni di alpaca.....).

Un angolo che merita in modo particolare è Plazoleta del Carmen: piccola piazza con chiesetta sul cui sagrato ci sono tantissimi banchi di fiori dai mille colori, veramente caratteristico. Ma Cuenca, come tutto l'Ecuador, pullula di chiese piene d'arte coloniale, forse un pò pesante come stile ma è sempre arte e poi sono gusti personali.

Lustrascarpe, barboni e senzacasa si mescolano agli uomini d'affari ed agli studenti senza creare imbarazzo; la povertà convive con la potenza del business.  Contrasto con la realtà che si può riscontrare anche dai numerosissimi negozi di cellulari e televisori, frigoriferi.

In sintesi: bella, merita sicuramente una visita di un giorno, meglio due.   


   

 
 
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