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ECUADOR: VISITA A BANOS E LACATUNGA

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Di tutto questo percorso, due sono gli aspetti più interessanti: le viste sui vulcani nel primo tratto, se il sole vi assiste (quel giorno non ci riservò grandi soddisfazioni, con le cime quasi sempre coperte) e il pezzo di strada che da Banos scende alla foresta amazzonica costeggiando il Rio Pastaza.

Ambato (175.000 abitanti) non presenta particolari aspetti di interesse, è una città moderna in parte ricostruita dopo il terremoto del 1949, nota per essere sede del più grande mercato dell'Ecuador.

Banos gode di un ottimo clima (è situata a 1.800 m.) ma è troppo a misura di turista e quindi, per quanto mi riguarda, di scarso appeal. Bar, ristoranti, alberghi, birrerie, luoghi di ritrovo e chi più ne ha più ne metta: tutto questo è frutto delle diverse fonti e stabilimenti termali presenti nella cittadina. E' per questo che è nota agli ecuadoriani, quindi se vi piace questo ambiente mondano (ma diurno) andateci, diversamente passate oltre perchè sicuramente c'è di che vedere. Certo che un'occhiata  al Tungurahua fumante non può mancare, almeno finchè è consentito da questa brevissima distanza considerato che le eruzioni, se dovesero aumentare di intensità, potrebbero far ricadere la zona fra quelle a rischio alto, come fu alla fine del 1999.

Ed è proprio scendendo verso la distesa amazzonica che si apprezzano i lati migliori di questo versante, mentre la temperatura, ovviamente, comincia a salire e l'umidità a farsi pesante. Precipizi verdeggianti, pendici rigogliose, piante dall'ampio e verde fogliame, diverse cascate e cascatelle, sono la principale attrattiva di questa cinquantina di km. che separano la città termale dall'avamposto della foresta impenetrabile.

Le più spettacolari sono le cascate del Pailon del Diablo sul rio Verde, circa 25 km dopo Banos. Sono ben indicate, quindi impossibile mancarle. Parcheggiata l'auto (ci sono sempre dei ragazzini che per 50 cents ve la tengono d'occhio), si scende e si sale per circa 1 km su di un sentiero immerso nella vegetazione, nulla di difficoltoso ma quando arriverete sarete zuppi di sudore per l'intensa umidità.

Lo scenario è di impatto, la cascata non è altissima ma sicuramente scenografica specialmente se la osservate dal ponte sospeso che attraversa la gola nella quale precipitano le acque; volendo, questo sentiero prosegue nella riserva naturale per diversi km.

Proseguendo con l'auto, poco oltre, c'è anche la possibilità di attraversare la vallata dentro ad una gabbia metallica sospesa su un cavo d'acciaio: panorama lungo su tutta la vallata che sicuramente merita, peccato che si era messo a piovere.       



 
 
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