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COSTA RICA: VISITA AL TORTUGUERO

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Sveglia alle 6.30’, colazione a base di frutta e partenza con  Mitour (il tour operator scelto, sicuramente consigliabile) per l’unica escursione organizzata dell’intero soggiorno al Parco Nazionale del Tortuguero.

Durante il viaggio, abbiamo attraversato il parque Braulio Carrillo
nonché, in prossimità della costa caraibica, le immense piantagioni di banane di proprietà dei noti giganti alimentari Del Monte, Chiquita e Dole.  E’ da qui che le banane, stipate su TIR e ancora verdi come le loro foglie, prendono la strada per i mercati mondiali. Ma sicuramente, quelle che poi ci arrivano gialle e mature sulla tavola, hanno un sapore e una dolcezza molto diversa dalle sorelle che rimangono a maturare in Costa Rica.   

L’avvicinamento al parco vero e proprio e al lodge nel quale avremmo poi pernottato (lodge Ilan - Ilan
, scelto dalla Mitour, valido e consigliabile) è avvenuto a bordo di un battello con una traversata di circa 1 ora. Questo ci ha consentito di prendere i primi contatti con alcuni abitanti del luogo come i coccodrilli, i fenicotteri rosa e numerose specie di uccelli.

Il Tortuguero è una vasta area forestale attraversata da canali navigabili e non, nonchè il più importante luogo di riproduzione della tartaruga verde di tutti i Caraibi. Qui, fra aprile e maggio, arrivano dai 15.000 ai 20.000 esemplari a deporre le uova. Questo zona del Costa Rica è anche la più umida di tutta la nazione: si possono registrare fino a 6 metri di pioggia all’anno! Anche se a noi è andata bene, è necessario avere un abbigliamento adeguato.

All’interno, diverse sono le occasioni per avvistare animali: numerose specie di uccelli, scimmie, coccodrilli, caimani, rettili, anfibi….. dicono che ci vivano anche formichieri, bradipi e vari felini. Ma non così in prossimità dei percorsi turistici.

I due giorni trascorsi al parco sono stati impiegati in escursioni in boat lungo i canali e per i sentieri della foresta circostante a “caccia” di animali; il fondo dei sentieri è quasi sempre pantano ed acquitrino: fortunatamente al lodge riforniscono di stivali di gomma: diversamente qualsiasi tipo di calzatura sarebbe inadatta, così come è stato necessario indossare calzoni lunghi per via degli insetti e dello sfregamento dello stivale sulla pelle. Indescrivibile la quantità di piante e l’intrico, con un verde dalle tante tonalità.

Dopo cena, ancorché stanchi per le attività del giorno e per il clima molto pesante, escursione notturna (obbligatoriamente guidata) sulla spiaggia per cercare di osservare le tartarughe che salgono dal mare per depositare le uova.  Non è stagione ma non ne mancano mai: il viaggio è stato ripagato da una tartaruga toro (gigantesca!) e da una verde; la prima, evidentemente disturbata, perse un uovo nel tragitto di ritorno al mare: si rimane stupiti nel vederne le dimensioni (ha le misure di una pallina da ping pong) ma, ancor più, stupisce il fatto che il guscio sia elastico e non rigido come ci si potrebbe aspettare. Non è stato possibile scattare alcuna foto in quanto le uniche luci ammesse erano le torce elettriche a luce rossa (tutti gli altri tipi di illuminazione disturbano le tartarughe).

E' stato faticoso ma interessante e siamo stati graziati dalle intemperie: non è mai piovuto anzi, il secondo giorno si è visto spesso il sole.



 
 
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