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INFORMAZIONI SUL COSTA RICA

AMERICHE > Costa Rica
 
 
 
 


Il Costa Rica, Paese a maggioranza cattolica, è una ex-colonia spagnola (fino a quasi 200 anni fa) ora repubblica democratica (veramente tale), talmente democratica e tranquilla che ad un certo punto decise di abolire l’esercito. Il clima sociale è estremamente tranquillo, con delinquenza molto ridotta: ciò non significa che se abbandonate l’auto con bagagli o borse in vista siate esenti da rischi ma solo che ve la cercate! Anche le turiste sole non avranno problemi nei loro viaggi (purché sappiano gestire i “mosconi”: tutto il mondo è paese!).

Le ingenti spese risparmiate per la difesa furono dirottate sull’istruzione che in Costa Rica risulta essere, insieme al sistema sanitario (si parla di un medico ogni 1.000 abitanti), la punta di diamante di questa nazione: questi due settori assorbono il 50% delle uscite statali. Pensate che su una popolazione di meno di 4.000.000 di abitanti, gli studenti sono oltre il 25% e gli analfabeti circa il 2%: trovate un altro Paese dell’America Latina (ma forse potremmo fermarci in Europa o in Italia che ha un dato analogo di analfabeti) che abbia questi numeri.  Durante il nostro vagare per il Costa Rica, la cosa che più ci ha colpito è stato l’aver riscontrato una capillarità di scuole (materne, elementari) impensabile: anche nei più sperduti angoli montani ci capitava di incontrarne sempre una. E che organizzazione: servizio di pullman pubblici per il ritiro/riconsegna quasi a domicilio ovunque, ma ovunque veramente; non credo che esistesse un luogo  dove  - se non c’era la scuola – non passava uno di tali mezzi.

Anche l’informatica non è stata trascurata: il 50% delle scuole di istruzione primaria è dotata di computers (per gli studenti, ovviamente) mentre negli istituti superiori si arriva alla copertura totale.

Dicevo che in Costa Rica ci sono circa 4.000.000 di abitanti, ma dove sono esattamente? Allora, se togliamo quelli di San Josè che è la caotica capitale e dei relativi sobborghi (in tutto ci abitano circa un milione di persone), ne rimangono 3.000.000 distribuiti su un’area di oltre 50.000 Km quadrati. Sarebbe grosso modo come prendere gli abitanti della provincia di Milano e disperderli su un territorio vasto quanto la Lombardia il Piemonte e la Valle d’Aosta messe assieme! Quindi in media 60 abitanti per km quadrato, difficile litigare……

Dove esiste qualche problema in più è sul versante dell’inflazione: dai locali abbiamo appreso che il tasso si aggira sul 15-18% annuo (quella effettiva, mentre quella ufficiale sembra essere sul 13%); è anche per questo motivo che a fianco del colon  (moneta ufficiale, cambiata  – luglio 2004 – a circa 440 contro 1 $Usa) gira liberamente la banconota verde statunitense. Moneta forte che mette al riparo i residenti dai dispiaceri inflattivi interni. Quindi, se pensate di andarci, munitevi di $Usa ed usateli per i vostri pagamenti: ovunque sono accettati. L’unica avvertenza è nel resto: quasi mai potrete riceverli come resto (e, in Italia, i colones non ve li cambia nessuno).  L’Euro? lasciate perdere, non lo vogliono.

Anche dal punto di vista della ricchezza ai ticos
(appellativo con il quale gli stessi costaricani si definiscono) non va meglio: il Costa Rica è una nazione povera la cui economia è basata sull’agricoltura (importantissime le piantagioni di banane e di caffè)  e dove lo stipendio mensile medio si aggira sui 300 dollari, ma a quanto pare a loro sta bene così. Un giorno chiacchierando con una commessa di un negozio, vengo appunto a sapere che è quanto lei, ma anche altri,  percepisce  facendo – per di più – la bellezza di 9-10 ore di lavoro al giorno per 6 giorni la settimana. Fate due conti: è poco più di 1 $Usa all’ora…..  Ciò nonostante era contenta, soddisfatta di quanto percepiva.

Bisogna tuttavia tenere presente che i bisogni dei ticos sono ben diversi dai nostri e da quelli di tutte le altre civiltà consumistiche. Hanno poco e si accontentano di poco  (ma si potrebbe anche dire l’esatto contrario: finchè le comodità  non le provi non ne senti la mancanza), con un paio di magliette e due di calzoni là ti vesti per tutto l’anno, tanto la temperatura è praticamente sempre la stessa se si escludono le zone montane dove, peraltro, vivono veramente in pochi. La terra ed il mare pescosissimo pensano al resto: pensate che il 50% del territorio utilizzabile è destinato a coltivazioni in particolare di frutta, poi verdura, riso, ed allevamento di animali da…. tavola.

L’altra metà? Oltre alle catene montuose di origine vulcanica che si snodano lungo il Costa Rica, gran parte del resto è foresta tropicale e parchi/riserve naturali protette. Lo sapete che ben il 25% del territorio complessivo è occupato da parchi nazionali, aree protette, riserve biologiche e forestali? Non ve lo ho ancora detto che il Costa Rica ha la più alta concentrazione di biodiversità al mondo? Merito anche della saggia gestione e protezione del territorio, anche se la deforestazione è un problema esistente.

Complice il clima, soggiornare in queste zone è estremamente favorevole nonché piacevole: nelle aree costiere non si scende mai sotto i 25° con delle massime estive a 35°, mentre se saliamo attorno ai mille metri s.l.m. ci si trova a fare i conti con 21° di …. minima invernale! Clima tropicale, secco da dicembre a fine aprile, piovoso (ma la piovosità è diversa a seconda delle regioni, se del versante atlantico o pacifico, nord o sud) per gli altri mesi; clima tropicale significa anche umidità, che può raggiungere livelli veramente pesanti: se volete approfondire questi aspetti date un’occhiata in questo sito meteo
al link “Temperature, rainfall & humidity” ed avrete diverse informazioni utili per programmare il vostro viaggio.

Ma se pensate di fare una vacanza itinerante in Costa Rica (e non avrebbe senso un altro tipo di soggiorno, considerata la concentrazione di bellezze naturali) non dimenticatevi di fare i conti con la rete viaria: strade ce ne sono tante, tantissime, peccato che solo il 15% sia asfaltato!! Quindi sia che andiate con mezzi noleggiati sia utilizzando i trasporti pubblici (veramente capillari, veramente a buon mercato) considerate che i tempi di trasferimento sono lunghi. E che non vi venga in mente di pensare al treno. Perché? Semplicemente perchè non c’è. Con il terremoto del 1991 i danni furono tali che la rete ferroviaria non venne più ripristinata (vi racconterò nella sezione “percorsi stradali” cosa ne fecero dei binari) per via delle ristrettezze croniche di bilancio.

Per rifocillarsi esistono diverse possibilità: dalla soda (una sorta di bar con servizio cucina, soluzione economica e molto alla buona) ai ristoranti di diverso livello e prezzo. La cultura culinaria è ovviamente molto diversa dalla nostra, i piatti più tipici e che troverete ovunque e sempre sono:

  •    per la prima colazione, il gallo pinto (miscuglio di riso e fagioli neri, condito ed aromatizzato, accompagnato da uova strapazzate o fritte), nutriente e gustoso per il quale difficilmente spenderete più di 2-3 $Usa.


  •    per il pranzo/cena, il casado   (piatto unico composto da riso, fagioli neri, una specie di banana  fritta, verdure fresche e carne di manzo, pollo o pesce), piatto che sazia abbondantemente al prezzo di circa 3 $Usa, oppure la Olla de carne (zuppa di verdure e carne di manzo).


Comunque state  tranquilli, troverete normalmente anche piatti più “europei”, le bistecche di manzo (ottime!), il pollo o il pesce, calamari e crostacei vari con l’unica variante che saranno sempre serviti da abbondati dosi di contorno costituite da riso bianco e verdure. Se poi proprio siete dei nostalgici, ci sono anche numerose pizzerie (fra l’altro bisogna dire che la pizza sanno farla abbastanza  bene).

Finisco con l’aggiungere che il costaricano è riservato, socievole e disponibile con il turista ma trattatelo con rispetto e possibilmente sforzatevi di parlare in spagnolo: è un atteggiamento che viene apprezzato.

Spero di non essermi dimenticato nulla, comunque non perdetevi la sezione “Vademecum”, ci sono tante altre cose da sapere per una vacanza senza sorprese.



 
 
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