Si racconta che
l'origine dell'isola sia databile circa 140 milioni di anni fa
quando dal continente Gondwana si staccò quel lembo di terra che
oggi conosciamo come Madagascar. Il lungo isolamento ne determinò un
luogo unico al mondo con una straordinaria biodiversità.
Un'isola
montuosa di circa 590.000 kmq., la quarta al mondo per
estensione, che dista 400 km dalla terra più vicina, il Mozambico,
ed ospita 17 milioni di abitanti delle più disparate etnie. Benché
le discendenze della popolazione siano in prevalenza asiatiche e
africane, nei tratti dei malgasci si possono ritrovare tracce di
origini arabe ed europee. E' conosciuta anche come l'isola rossa per
la caratteristica colorazione del suolo ricco di ferro.
Il clima è
tropicale, caratterizzato dalla stagione delle pioggie
(novembre-marzo) e dalla stagione secca (aprile-ottobre, la migliore
dal punto di vista turistico) mentre le temperature sono alquanto
varie: sui rilievi montuosi si possono raggiungere anche O° nel loro
inverno per salire a 30° in estate, nelle piane e sulle coste
si va da 25 a 30°; variazioni sensibili si riscontrano anche fra
nord e sud dell'isola che si estende per oltre 1.600 km.
A tanta
estensione non corrisponde altrettanta viabilità o collegamento
aereo, motivi che rendono problematica, ma non impossibile, un
vacanza da nord a sud. Ed è anche per questo che la nostra
vacanza si è limitata a Nosy-Be l'isola dell'isola maggiore
(la Grande Terre, come viene chiamato il Madagascar
dagli abitanti di Nosy Be), l'area più "turistica" ma che ancora
rimane saldamente naturale. Naturale è l'isola come spontanei e miti
sono i residenti.
La cosa che più
colpisce è la quantità di bambini che riempie l'isola e i loro volti
e i loro sguardi sono una delle esperienze più significative del
Madagascar. Ci hanno raccontato che le madri li lasciano
soli fin dalla tenera età, appena sono in grado di arrangiarsi da
soli; crescono quindi facendo esperienze e affrontando problemi da
adulti precocemente. La comunità se ne prende cura al tramonto della
loro vita quando cominciano ad accusare i segni del tempo e
delle fatiche.
C'è un persona che
in Madagascar è diventato in personaggio importante e famoso, si
chiama Manina Consiglio. Non cercatela fra le celebrità della vita
mondana e nemmeno fra gli artisti, non la trovereste. E' più
semplicemente una donna italiana, che insegnava filosofia
nelle scuole italiane prima di andare in pensione; fu durante una
vacanza in questa meravigliosa isola che rimase colpita dal posto,
dalle condizioni di abbandono dei tantissimi bambini presenti, dal
loro analfabetismo, al punto di decidere di andarci a
vivere. Era il 1997 e da allora cominciò prima a
organizzare corsi di scolarizzazione poi a costruire le prime scuole
(a proprie spese e con l'aiuto di amici) e quindi anche ad
accogliere i più indigenti. In questo modo ha salvato dalla strada
tantissimi bambini e ad un numero ancora maggiore ha insegnato
il mistero della scrittura e della cultura. Se girate per Nosy Be
non potrete fare a meno di notare costruzioni che si distinguono per
la presenza di un disegno raffigurante un simpatico papero
variopinto: quelle sono le scuole dove Manina porta avanti la sua
missione. Se volete saperne di più non mancate di visitare il sito di Manina.
Se sulla Grande Terre è evidente la miseria, a Nosy-Be
si riesce forse a vivere un pochino meglio grazie a Manina, al
turismo ma anche alla terra e al mare che offrono alla
popolazione tutto quanto necessitano di base per
l'alimentazione. Le strutture alberghiere sono ancora poche
(fortunatamente) e dislocate lungo la sinuosa costa; ancora meno
quelle che dispongono di adeguate spiagge o immediato accesso: l'Andilana
Beach, villaggio Alpitour, è l'unica struttura che dispone
dell'unica vera e bellissima spiaggia della piccola isola . Ed è su
questo ritaglio di Madagascar che abbiamo trascorso le vacanze
estive 2008 alternando escursioni alla città principale Hell Ville a
piccole puntate all'interno e a tante immersioni in un mare
cristallino, tiepido e ricchissimo di fauna.
Escursioni interne, come quelle alla riserva naturale di Lokobe,
abitata dai lemuri ed altri mammiferi, a Mont Passot da dove si
ammira uno stupendo tramonto con vista a 360° sull'isola, alla
vivace Hell Ville capoluogo dell'isola, ma anche in barca alla
scoperta di angoli solitari e affascinanti come Nosy Iranja
con la sua bianchissima lingua di sabbia di 2 km. che unisce due
minuscole isole, Nosy Sakatia isola più strutturata e popolata ma
non per questo meno interessante e infine la lontana Nosy Tanikely
un acquario tropicale di acqua cristallina popolato fino
all'inverosimile da bellissimi pesci colorati.
Un'ultima, ma non meno importante, annotazione per i sub: le
immersioni si svolgono entro limiti di massima accessibilità,
attorno ai 20-25 metri al massimo, l'unica corrente presente è
quella di marea; i fondali si caratterizzano per il lento digradare
verso il canale del Mozambico e per la presenza di formazioni
corallifere a patata, distribuite su un fondo di sabbia
bianchissima.. Assenti le discese in parete.
Il massimo della
tranquillità, in un mare tiepido (ad agosto la temperatura
dell'acqua era di 26°) e assai popolato dove gli incontri si
susseguono e la flora è comunque rigogliosa: se siete fortunati
potete anche incontrare - come mi è capitato - lo squalo balena. Per
la balena dovete invece aspettare temperature più "fredde", a
settembre quando l'acqua scende a 23°.
Un must da non perdere.